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Rapporti

Ho incontrato tantissime persone nella mia vita (e continuerò ad incontrarne), ma solo alcune di loro mi sono rimaste nel cuore, hanno lasciato un segno importante del loro passaggio. Sarebbe stupendo poterle sempre vedere, poterci sempre parlare, in qualunque momento, ogni volta che le penso. Questo post è un po’ una richiesta di perdono a tutte le persone che amo, ma che per i motivi più diversi non posso vedere così spesso e a volte non ci si sente per mesi e mesi. Non mi dimentico MAI di voi, vi penso sempre, magari non vi telefono ma vi penso. Sempre.
Tra i miei buoni propositi del 2010 c’era proprio questo: riprendere il più possibile i rapporti con voi. E qualcosa di buono sono riuscita a combinarlo! Ma non è ancora abbastanza…
Rilancio per il 2011 di impegnarmi ancora di più, di cercarvi, di non arrendermi alla routine, agli impegni quotidiani, alla fretta, alla pigrizia, di non trovare scuse per autoassolvermi, è una promessa! (o una minaccia, dipende dai punti di vista) …perché i rapporti sono il senso della vita, almeno per me, la cosa più importante, ciò che mi rende viva, che mi rende felice… e voglio ricambiarvi di quanto mi avete dato, non ci riuscirò mai del tutto, ma anche solo per una piccola parte ne sarà valsa la pena.

controvoglia

Non ci riesco. Non ci sono mai riuscita. Far le cose controvoglia non è nel mio dna, è inutile. Come cercare di spingere a forza il mulo che non ne vuole sapere di andare avanti. Non è questione di essere viziati, di non sapersi accontentare, di fare i capricci, per me non è proprio possibile. Cioè, lo faccio anche, ma i risultati sono a dir poco pessimi. E’ tempo sprecato, fatica inutile, faccio più danni che bene… e allora che senso ha? Perché dovrei solo far contenti gli altri (che comunque alla fine non sono contenti)? Non devo forse pensare prima a stare bene con me stessa?
Non devo forse pensare prima a stare bene con me stessa?
Non devo…

prendere

Viviamo nella "società del prendere", ho deciso che la chiamerò così. Viviamo sentendoci in diritto di avere tutto, senza dare nulla in cambio, o comunque sempre il meno possibile. Prendere, prendere qualunque cosa si possa avere, ottenere, guadagnare, possedere. Anche rubare, talvolta. Arraffare il più possibile, tutto il surplus deve essere nostro. Spendendo? Nulla. Dando in cambio? Niente!! Sforzandoci? Ma proprio il meno possibile, lo sforzo deve tendere a zero, sempre che ci debba essere uno sforzo. Ci sembra così ovvio, diamo per scontato che in qualunque ambito chi ci troviamo di fronte debba essere lì per noi, "cavoli, è il suo lavoro", "cavolo è pagato per farlo", "cavoli, siamo amici!"… senza renderci conto che… chi o cosa ci troviamo di fronte siamo noi. Siamo noi per tutto il resto del mondo, per tutti gli altri. Siamo anche noi. E quando lo facciamo è altrettanto ovvio e naturale non dare nulla o il meno possibile, ma ci meravigliamo, ci indignamo anche! quando a farlo è chi o cosa ci troviamo di fronte.

la legge del mercato…?

Come funziona? Quando hai un appuntamento ne arrivano altri? Appena accetti un impegno, perché tanto non hai niente da fare, improvvisamente piovono altre proposte da tutte le parti? Quando inizi una storia con una persona, diventi incredibilmente irresistibile e tutti vorrebbero uscire con te? E’ così?
Sì mi pare proprio che fosse così – no? – fai diecimila colloqui a tempo perso, perché i lavori offerti non ti interessano realmente, per restare in allenamento e perché effettivamente non puoi restare senza stipendio, ecc… Poi, quando finalmente devi decidere per forza di accettare uno dei lavori per cui sei stato scelto, diciamo quello che ti fa meno schifo in prospettiva, quello più vicino a casa, forse quello con il contratto più serio e la busta paga più vagamente simile a qualcosa che ti permetta di mangiare fino alla fine di ogni mese… Ecco, proprio in quel momento, ma non subito, diciamo dopo che hai firmato il contratto e che hai seguito la formazione o l’affiancamento di routine, ecco, è allora, proprio allora che ti arriva una telefonata, un’email, con la proposta di volerti conoscere perché il tuo profilo è interessante… e per cosa? Il lavoro dei tuoi sogni, assunzione immediata, buoni orari, buona busta paga, discretamente vicino, non sotto casa, la distanza giusta da percorrere la sera quando rientri, sufficiente a farti pernsare ai fatti tuoi, come ad esempio programmare il prossimo weekend o semplicemente sbollire da una giornata troppo intensa… sì, funziona così, no?
Beh questa volta spero tanto che non sarà così.

La donna che sussurrava…

Ai ragazzi, facendogli mettere la testa "a posto". Se succede una volta, ci stai molto male. Succede due volte, pensi "è un caso". Dalla terza in poi, devi trovare il sistema di farti pagare per farlo, perché – figliola mia – qui si tratta di talento vero e proprio! Devi farlo diventare un mestiere e guadagnarci soldi!
Dico a te sorella che stai leggendo, se quando ti innamori (della persona sbagliata) sei quella che dà tutta se stessa e anche di più, sei quella che rinuncia a qualunque cosa arrivando quasi ad annullarti, faresti e fai di tutto per rendere quella persona felice, quella persona che per te viene al primo posto, primissimo posto in tutto e per tutto… e poi quella persona ti scarica per sostituirti a tempo di record con una che non c’entra niente con te, con una che invece di cambiare per lui comincia subito a cambiarlo e un pezzetto alla volta senza che lui se ne accorga si ritrova completamente asservito ed annullato a sua volta, con la stessa capacità di discernimento e forza di volontà di un microorganismo monocellulare… ebbene dico a te sorella, benvenuta nel club!!!
Uniamoci, da tutto il mondo, accorrete sorelle, fondiamo un’agenzia e facciamoci pagare per questo! E’ chiaramente il nostro talento, il nostro destino, la nostra strada! Reinvestiamo tutte queste energie in un lavoro organizzato e ricaviamoci qualcosa di buono anche noi!
So che siete lì fuori da qualche parte e so che siete tante, alcune le conosco di persona, di altre ho sentito parlare da amici e conoscenti, quindi al bando la timidezza, fatevi avanti e cominciamo subito!
😀
Alcune invenzioni o scoperte dell’uomo hanno migliorato la qualità della vita, hanno avuto successo con impieghi ed utilizzi a vantaggio della specie umana, hanno facilitato la vita quotidiana, hanno permesso di risparmiare tempo, fatica, energie… In particolare la tecnologia: dalla lavatrice all’automobile al cellulare ai pc…. O no? Non sono certo quello che si definisce un "utente esperto" ;p ma sono comunque uno user, quindi mi aspetto che la lavatrice abbia un tasto grande come una casa che indica l’avvio e lo stop, che nell’auto sia chiaro dove infilare la chiave, che il cellulare faccia il suo lavoro, cioè mi permetta di contattare e parlare con chi decido io quando decido io… ed erroneamente o ingenuamente mi aspetto che quando voglio pubblicare un contenuto sul mio blog ci sia un’interfaccia che mi permette senza particolari difficoltà di farlo, mmmmh che ne so, un pulsante nominato tipo "pubblica" o almeno "salva"…? Sono troppo ottimista, pretendo troppo? Maybe… Qualcuno mi aiuta, please??

HHHEEEELLLLLLPPPPPPPPPPP!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

un anno

Eccomi qui, di nuovo nella mia stanza. Un anno intenso sulle spalle… dolori, lutto, difficoltà grandi e piccole… ma anche giornate spensierate, nuovi incontri e ritorni, esperienza, amore, famiglia. La mia famiglia, che oggi ho ringraziato con tutto il mio cuore di avere e non una qualunque ma proprio questa. E poi l’ansia di quello che sarà, non mi ha mai lasciato e dubito lo farà, ogni giorno con me, in un angolino della mia testa pronta a saltar fuori. Attese trepidanti, di un nuovo giorno, di una risposta importante, del momento giusto, di una nuova vita. Abbracci e carezze, sguardi affettuosi e allegri. E poi il buio, la rabbia, la paura di non farcela, le delusioni. Ma soprattutto… soprattutto… due bagni!!!!!!!!! Due bagni e le mie piastrelle!!!!!!!! Le mie piastrelleeeee!!!!!!! 😀

Caro 2009 ti saluto con il pianto nel cuore – e tu sai perché, sai quanto mi hai tolto – ma non posso fare a meno di pensare anche a quanto mi hai dato e a quanto intensamente sono pronta a vivere questo imminente 2010… Non prendertela per favore, se non ti rimpiangerò. E se invece lo farò non vantartene troppo! Ricordati che sei solo un anno, come tanti, che sei un pezzo fondamentale della mia vita nel bene e nel male, che farò tesoro di te, ma che voglio con tutta me stessa, solo e soltanto, Vivere il mio presente.

Ogni giorno

Tanti auguri di Buone Feste a tutti! E scusate se non mi sono prodigata come gli altri anni in messaggi e messaggini, biglietti e e-mail per raggiungervi tutti, l’ho comunque fatto con il pensiero e mi sono concessa la pigrizia di essere cercata io per una volta…
Quest’anno mi è successa una cosa davvero bella: ho ritrovato il piacere di stare a casa, di passare il Natale in famiglia, ho apprezzato il regalo di avercela una famiglia e una casa, ho riscoperto che si può stare bene anche solo sedendosi alla stessa tavola e mangiando insieme e si può essere felici di avere ancora accanto una persona che si temeva di perdere e di vedere il volto di una nuova vita talmente piccola e tenera ma talmente forte e che rivendica il suo posto nel mondo a pugni chiusi…
Sì, è stato un Natale inaspettatamente Sereno, e chi lo dà per scontato non può compredere cosa provo e perché sento la necessità di dirlo, o meglio, di scriverlo. In passato mi è stato tolto tanto e non tutto si può recuperare. Questo Natale invece mi ha portato tanto di ciò che pensavo di aver perso e di più. E sono tanto, tanto grata alle persone che mi stanno vicino ogni giorno e che ogni giorno mi regalano il loro affetto, come meglio possono, senza aspettare che sia un giorno speciale, senza pensare che basti farlo un giorno all’anno e senza mai giudicarmi o aspettarsi qualche cosa in cambio.
Con tutto il mio amore, tanti auguri di un Buon Natale, che ce lo possiamo portare dentro ogni giorno dell’anno, per noi e per chi ci sta vicino.

Volare

Sai, non credevo potesse succedere ancora, ma sarei stata felice comunque. Ma tu no, tu non ti sei arreso mai, neanche per un giorno, neanche per un secondo, tu ci hai creduto dal primo all’ultimo istante. Come nelle favole, solo che questa è successa realmente. Hai realizzato il mio sogno, io non ho altro da chiedere alla vita. Ci sono stati momenti davvero duri, in cui mi chiedevo come avresti fatto e soprattutto perché. E il perché lo sai solo tu. Ci sono stati momenti in cui ho visto come sei veramente, momenti in cui ho visto quanto e come puoi amare, momenti in cui ho visto come affronti i probemi e la vita di tutti i giorni. Credevo di aver visto tutto, di sapere tutto, e invece no. Non avevo ancora visto cosa sapevi fare, restandomi vicino sempre, aiutandomi a risollevarmi, giorno dopo giorno, incubo dopo incubo, una difficoltà dopo l’altra, riuscendo ogni volta a trasformare le mie lacrime in sorrisi, regalandomi ogni mattina una coccola insieme a tutto il tuo amore, senza mai chiedere niente in cambio, con tanta tenacia e pazienza che mai ho visto in altri occhi che nei tuoi. E dopo tutto questo sei riuscito a farmi un regalo ancora più grande e inaspettato, sei riuscito a sorprendermi, la cosa più bella… per noi due. Mi hai preso per mano e mi hai fatto volare, insieme a te. Non credevo potesse succedere ancora e sarei stata felice comunque, ma tu ci hai voluto credere fino in fondo e ci sei riuscito e io sono tornata a volare, proprio con te. Puoi sentire quanto mi hai resa felice? Puoi sentire quanto ti amo?

Tempo

Ci vuole tempo. No, non tempo materiale, quello lo trovi ogni volta che vuoi. Basta sottrarlo a qualcos’altro e prenderselo. L’unica difficoltà è volerlo fare davvero. Ci vuole tempo nell’anima, per chi crede di averne una. Ci vuole tempo per fermarsi a pensare, per rendersi conto di essere Vivi e chiedersi se davvero si stia facendo ciò che si vuole fare. La vita ha un inizio e una fine, un inizio che non possiamo ricordare e una fine che non viviamo. Tutto quello che ci sta in mezzo è il nostro tempo. E’ nostro. Possiamo farci quello che vogliamo, possiamo usarlo, non usarlo, decidere come usarlo. E se alla mattina quando apriamo gli occhi non siamo felici di essere Vivi, probabilmente non lo stiamo usando come vorremmo. Probabilmente ci stiamo accontentando di quello che abbiamo, perché tutti ci dicono che dobbiamo essere felici di quello che abbiamo, altrimenti siamo degli ingrati e magari ci dicono pure che tra l’altro non ce lo meritiamo nemmeno quello che abbiamo, quindi dovremmo essere ancora più felici ed esultare di gioia ad ogni respiro. Ma probabilmente, se è così, ciò di cui ci stiamo accontentando (o con cui stiamo solo accontentando gli altri?) non è la nostra vita, non fa per noi. La vita ha un inizio e una fine, tutto quello che ci sta in mezzo è il nostro tempo, è nelle nostre mani. Ma se lo sprechiamo tra rimorsi di colpe e rimpianti di omissioni, nessuno ce lo ridarà indietro. Non vale la pena prendersi del tempo per cercare di essere felici?